|
il maggio di s.giuliano |
||
|
IL
MAGGIO “simbolo
dell’identità culturale degli accetturesi
in paese e L’antichissima
consuetudine di piantare alberi, un
tempo diffusa in tutta
l’Europa, Fra
tutte le feste, per notorietà e complessità
primeggia quella di
Accettura,
conosciuta come il MAGGIO.La
festa ha inizio la domenica di
Pentecoste. Di buon mattino
un folto gruppo di cimaioli si dirige verso la foresta di Gallipoli, alla
ricerca della promessa sposa, un vezzoso
agrifoglio, adorno di fiori
bianchi e bacche rosse. Dopo
averlo reciso, i più robusti se lo
caricano sulle spalle e si avviano per il ripido sentiero che conduce al
paese. Il percorso Contemporaneamente
dal bosco Montepiano si avvia
lentamente il corteo del cerro sposo.
Al lungo e pesante tronco sono aggiogate pariglie di robusti e pazienti
buoi di razza
podolica, infiorettati di ginestre. Il tragitto si sviluppa lungo impervi
tratturi che rallentano il ritmo. E’ la sosta per il pranzo, appaiono
ricotte ancora fumanti, prelibati caciocavalli di vacche nostrane e
squisite salsicce di maiali allevati con la ghianda. E’
già sera quando i due cortei
entrano in paese. Maggiaioli
e cimaioli, stanchi e sudaticci,
ma euforici per la riuscita
dell’impresa, si confondono. Esplode la festa di popolo, che durerà
fino a notte inoltrata. Il
lunedì è una giornata di riposo e di preparativi. Si appronta
l’occorrente per il congiungimento e l’innalzamento dei due alberi. Il
martedì la policroma statua
di S. Giuliano percorre le strade principali, preceduta da una lunga
teoria di ragazze da marito che portano sul capo le cende, ex voto,
strutture lignee a forma di piramide tronca, agghindate con ceri, nastrini
e fiori. Intanto, nel Largo San Vito
continuano le complesse e
difficili operazioni a cui sovrintendono i più anziani, custodi di
tecniche arcaiche, per accoppiare e innalzare il cerro e l’agrifoglio,
che saldamente congiunti sono il “MAGGIO”. Al cospetto del
Santo, l’unione, simbolo di fertilità e auspicio di abbondanza, è
sancita. Dritto e slanciato domina sulle
case. L’appuntamento
per la fase conclusiva è all’imbrunire. Squadre di cacciatori, armati
di doppiette, mirano alla chioma del maggio per colpire targhette
metalliche corrispondenti a polli, capretti, conigli ed agnelli, che sino
agli anni ’50 erano realmente appesi. La folla si raduna sotto
l’albero. E’ il momento magico della scalata. Giovani ardimentosi si
arrampicano e raggiungono la sommità del maggio. Dall’alto, esibendosi
in spericolate acrobazie,
salutano gli attoniti spettatori. Un altro maggio si è concluso.
|
||
|
|
immagini | |
|
|
home page | |